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PACCHETTI TURISTICI : Cosa dice il Codice del Consumo .


Per capire cosa dice la legge “codice del consumo” D.Lgs 206/2005 sui pacchetti turistici.

Art.82 Ambito di applicazione
PT , venduti nel territorio nazionale, dall’organizzatore o dal venditore, o negoziati al di fuori dai locali commerciali e a distanza.
Art.83 Definizioni
“a) organizzatore di viaggio, il soggetto che realizza la combinazione degli elementi di cui all’articolo 84 e si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo forfetario a procurare a terzi pacchetti turistici;
b) venditore, il soggetto che vende, o si obbliga a procurare pacchetti turistici realizzati ai sensi dell’articolo 84 verso un corrispettivo forfetario;
c) consumatore di pacchetti turistici, l’acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque persona anche da nominare, purché soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza remunerazione un pacchetto turistico.”
D’altronde, precisa il punto 2) dell’art., potrà essere venduto dall’organizzatore (ilTO, tour operator) direttamente o tramite un intermediario, l’agenzia viaggi.
Art.84 Pacchetti turistici
Min. 1 notte
Min. 2 servizi tra questi 3:
1. Trasporto
2. Alloggio
3. Servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono parte significativa del pacchetto turistico. Sono tanti i servizi che non sono accessorio come ad esempio l’escursione giornaliera, il sightseeing (breve visita guidata di città) ecc.
Anche se i servizi vengono fatturati separatamente, il TO ha realizzato un PT se sono almeno 2 dei 3 sopra-elencati.
Art.85 Contratto
In forma scritta, in termini chiari e precisi
1 Copia del contratto al consumatore, sottoscritto e timbrato dall’organizzatore o venditore.
Art.86 Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici
Il contratto contiene i seguenti elementi:
a) destinazione, durata, data d’inizio e conclusione, qualora sia previsto un soggiorno frazionato, durata del medesimo con relative date di inizio e fine;
b) nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell’autorizzazione all’esercizio dell’organizzatore o venditore che sottoscrive il contratto;
c) prezzo del pacchetto turistico, modalità della sua revisione, diritti e tasse sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco nei porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del viaggiatore;
d) importo, comunque non superiore al venticinque per cento del prezzo, da versarsi all’atto della prenotazione, nonché il termine per il pagamento del saldo; il suddetto importo è versato a titolo di caparra ma gli effetti di cui all’articolo 1385 del codice civile non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile, ovvero sia giustificato dal grave inadempimento della controparte;
e) estremi della copertura assicurativa e delle ulteriori polizze convenute con il viaggiatore;
f) presupposti e modalità di intervento del fondo di garanzia di cui all’articolo 100;
g) mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora, luogo della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato;
h) ove il pacchetto turistico includa la sistemazione in albergo, l’ubicazione, la categoria turistica, il livello, l’eventuale idoneità all’accoglienza di persone disabili, nonché le principali caratteristiche, la conformità alla regolamentazione dello Stato membro ospitante, i pasti forniti;
i) itinerario, visite, escursioni o altri servizi inclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e guide turistiche;
l) termine entro cui il consumatore deve essere informato dell’annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero minimo dei partecipanti eventualmente previsto;
m) accordi specifici sulle modalità del viaggio espressamente convenuti tra l’organizzatore o il venditore e il consumatore al momento della prenotazione;
n) eventuali spese poste a carico del consumatore per la cessione del contrattoad un terzo;
o) termine entro il quale il consumatore deve presentare reclamo per l’inadempimento o l’inesatta esecuzione del contratto;
p) termine entro il quale il consumatore deve comunicare la propria scelta in relazione alle modifiche delle condizioni contrattuali di cui all’articolo 91.
Caparra Massimo 25% e definizione termine per il pagamento del saldo al momento della prenotazione
Art 1385 del Codice Civile – caparra cofirmataria
Annullamento del viaggio da parte dell’organizzatore senza penale nei seguenti casi:
- forza maggiore
- numero minimo dei partecipanti previsto da contratto non raggiunto
- non può avvenire nei 20 giorni che precedono la data della partenza (Art 92)
Art.87 Informare il viaggiatore
L’organizzatore deve fornire per iscritto tutte le informazioni che il cittadino UE deve sapere:
- passaporto, visto
- obblighi sanitari
- formalità per effettuazione del viaggio e del soggiorno
- orario, località soste o coincidenze
- generalità e tel. del rappresentante locale in assenza del quale, recapito del TO o venditore (agenzia dettagliante)
- se soggiorno minorenne all’estero, tel. di contatto o del responsabile locale da contattare in caso di necessità.
- info riguarda assicurazione facoltativa, malattia, rimpatrio..
- Divieto di fornire informazioni ingannevoli
→ Disguidi subiti dal viaggiatore per mancanza d’informazione sono addebitabili all’organizzatore
Art.88 Opuscolo informativo
1.  L’opuscolo, ove posto a disposizione del consumatore, indica in modo chiaro e preciso:
a) la  destinazione, il mezzo, il tipo, la categoria di trasporto utilizzato;
b) la   sistemazione   in  albergo  o  altro  tipo  di  alloggio, l’ubicazione,   la  categoria  o  il  livello  e  le  caratteristiche principali, la  sua  approvazione  e  classificazione  dello  Stato ospitante;
c) i pasti forniti;
d) l’itinerario;
e) le informazioni di carattere generale applicabili al cittadino di  uno  Stato  membro dell’Unione europea in materia di passaporto e visto  con  indicazione  dei  termini  per  il  rilascio, nonche’ gli obblighi   sanitari   e  le  relative  formalita’  da  assolvere  per l’effettuazione del viaggio e del soggiorno;
f) l’importo o la percentuale di prezzo da versare come acconto e le scadenze per il versamento del saldo;
g) l’indicazione  del numero minimo di partecipanti eventualmente necessario  per  l’effettuazione  del  viaggio  tutto  compreso e del termine   entro   il  quale  il  consumatore  deve  essere  informato dell’annullamento del pacchetto turistico;
h) i  termini,  le  modalita’,  il  soggetto  nei cui riguardi si esercita  il  diritto  di recesso ai sensi degli articoli da 64 a 67, nel  caso  di  contratto  negoziato  fuori dei locali commerciali o a distanza.
2. Le informazioni    contenute    nell’opuscolo    vincolano l’organizzatore   e   il   venditore  in  relazione  alle  rispettive responsabilita’,  a  meno  che  le  modifiche  delle  condizioni  ivi indicate non siano comunicate per iscritto al consumatore prima della stipulazione  del  contratto  o  vengano  concordate  dai contraenti, mediante   uno   specifico   accordo  scritto,  successivamente  alla stipulazione.
Art.89 Sostituzione del viagiatore
Il viaggiatore non può partire, si può fare sostituire da un terzo purché:
- il sostituto “soddisfi tutte le condizioni per la fruizione del servizio”
- la richiesta di sostituzione venga inviata per iscritto all’organizzatore o al venditore “entro e non oltre 4 giorni lavorativi prima della partenza”
- si trovi “nell’impossibilità di usufruire del pacchetto turistico”
Il consumatore che non parte rimane solidamente obbligato assieme al sostituto, al pagamento del prezzo al TO o venditore.
Art.90 Aumento del prezzo pacchetto
regolamenta in modo preciso la possibilità di aumentare il prezzo dopo l’acquisto del pacchetto, fissando 4 punti da seguire:
- solo se previsto da una clausola del contratto
- aumento dovuto da uno dei motivi esplicitamente previsti dall’Art.90, cioè una variazione:
1 – del costo del trasporto
2 – del carburante
3 – dei diritti e delle tasse per atterraggio, sbarco o imbarco nei porti e aeroporti
4 – del tasso di cambio applicato
Se aumento supera 10% rispetto a prezzo pattuito, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto e di farsi restituire tutte le somme versate entro 48 ore.
L’aumento non può avvenire nei 20 giorni che precedono la partenza.
Art.91 Modifica del contratto
1. Prima della partenza, l’organizzatore o il venditore che abbia necessità dimodificare in modo significativo uno o più elementi del contratto, ne dà immediato avviso in forma scritta al consumatore, indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne consegue
2. Ove non accetti la proposta di modifica di cui al comma 1, il consumatore può recedere, senza pagamento di penale e ha diritto a quanto previsto nell’Art.92
3. Il consumatore comunica la propria scelta entro 2 giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto l’avviso indicato al comma 2.
4. Dopo la partenza, …quando una parte essenziale dei servizi previsti dal contratto non può essere effettuata, …l’organizzatore… adeguate soluzioni alternative per prosecuzione del viaggio senza comportare oneri per il viaggiatore oppure rimborso della differenza tra le prestazioni offerte e quelle previste, salvo il risarcimento del danno.
5. Se non è possibile alcuna soluzione alternativa o il consumatore rifiuta per giustificato motivo, l’organizzatore gli mette a disposizione un mezzo di trasporto equivalente per il ritorno o ad altro luogo convenuto, e gli restituisce la differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato.
Nessun risarcimento danno se è causa di forza maggiore! (maltempo che impedisce atterraggio nell’aeroporto previsto)
Art.92 Tutela del consumatore nel caso di annulamento del viaggio a lui non imputabile
Se il viaggiatore non accetta le variazioni oppure quando è cancellato il PT, l’operatore può proporre:
- un altro pacchetto turistico dello stesso valore
- un pacchetto di valore inferiore restituendo la differenza di prezzo
- il rimborso del prezzo entro 7 giorni
Invece nessun risarcimento danni è previsto se il viaggio è annullato per:
- non raggiungimento del numero dei partecipanti (se previsto da contratto)
- causa di forza maggiore
E escluso in ogni caso l’eccesso di prenotazione overbooking; in tale caso il risarcimento dei danni è inevitabile sennò il TO potrebbe impunemente riempire al 200% e decidere di annulare il viaggio per i viaggiatori in più nel caso venissero tutti.
Art.93 Adempimento parziale
In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico a loro imputabile, il consumatore viene risarcito dal danno sofferto.
Art.94 Responsabilità per danni alla persona
Il danno derivante alla persona dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del PT è risarcibile nei limiti stabiliti delle convenzioni internazionali che disciplinano la materia:
Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 3 anni dalla data del rientro del viaggiatore nel luogo di partenza, salvo il   termine di 18 o 12 mesi per quanto attiene all’inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel PT per le quali si applica l’Art.2951 del codice civile.
Art.95 Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona
I contraenti (TO o agenzia e viaggiatore) possono stipulare nel contratto dei limiti al risarcimento per danni diversi da quelli alla persona ma in nessun caso inferiori a quanto previsto dalla Convenzione di Bruxelles sul Contratto di viaggio CCV nel 1970.
Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un anno dal rientro del viaggiatore nel luogo della partenza.
Art.96 Esonero di responsabilità
L’organizzatore o il venditore apprestano con sollecitudine ogni rimedio  utile al soccorso del consumatore al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio, salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno nel caso in cui l’inesatto adempimento del contratto sia a questo ultimo (il consumatore) imputabile, in quale caso non si applicano gli Art.94 e 95.
Art.98 Reclamo
1. Ogni mancanza nell’esecuzione del contratto deve essere contestata dal consumatore senza ritardo affinché l’organizzatore, il suo rappresentante locale o l’accompagnatore vi pongano tempestivamente rimedio.
2. Il consumatore può altresì sporgere reclamo mediante l’invio di una raccomandata, con avviso di ricevimento, all’organizzatore o al venditore, entro e non oltre dieci giorni lavorativi dalla data del rientro nel luogo di partenza.
Art.98 Protesta entro 10 giorni
Dalla data di rientro presso la località di partenza a mezzo di lettera raccomandata
Art.100 Fondo di garanzia
Fallimento operatore o per evento atmosferico di carattere eccezionale:
→ Fondo nazionale di garanzia per rimpatrio del viaggiatore
A chi acquista PT “online”, saranno applicabili anche le norme su contratti conclusi a distanza (Articoli da 50 a 61 Codice del Consumo).
Il nuovo Art.64 del Codice del Consumo ha parificato i termini per l’esercizio del diritto di recesso nei due casi di vendita a distanza e di vendita fuori dai locali commerciali, in precedenza diversamente disciplinati da due differenti decreti.
Il termine è di 10 giorni lavorativi dal momento della conclusione del contratto, e il diritto di recesso va esercitato con lettera raccomandata a.r. sottoscritta dalla stessa persona che ha concluso il contratto e inviata all’indirizzo del venditore (o del diverso soggetto eventualmente indicato nella nota d’ordine). Il termine diventa di 90 giorni (sempre decorrenti dalla conclusione del contratto) nel caso in cui il venditore non abbia soddisfatto gli obblighi di informazione relativi al diritto di recesso e nel caso in cui l’informazione sia stata incompleta o errata.
Viaggi in omaggio
Il consumatore che riceve il PT in regalo, ha tutti i diritti anche se al momento dell’acquisto si tratta di persona ancora da nominare.

OFFERTE iPHONE 5 – ” QUALI LE MIGLIORI?”

iPhone 5: le offerte sul mercato
È caccia all’ultimo smartphone di casa Apple. Acquistarlo con un piano tariffario
abbinato può essere un’alternativa per non sborsare oltre 700 euro in una
volta sola, purché si faccia attenzione alle clausole contrattuali. Abbiamo
passato al setaccio le offerte proposte dai principali operatori telefonici: ecco
com’è andata.
COME SCEGLIERE IL PIANO MIGLIORE?
Il nuovo iPhone 5 può essere acquistato in due modi:
Nel primo caso si acquista lo smartphone e si attiva una tariffa. In questo caso il
telefono viene pagato per intero, l’attivazione della tariffa è un’operazione comunque
indipendente.
Nel secondo caso, invece, si attiva una tariffa a costo fisso mensile che include anche
una quota di pagamento dello smartphone. Alcuni piani prevedono una quota iniziale
mentre per altri è previsto il solo costo fisso.
Una generale mancanza di trasparenza
Contrariamente alla semplicità con cui vengono pubblicizzati, questi piani sono in realtà
piuttosto complessi e possono nascondere delle insidie. Per esempio, la distinzione tra le
due quote (quella relativa al costo mensile e quella dello smartphone) non è sempre così
chiara e rischia di generare confusione. Queste tariffe, inoltre, prevendono il pagamento
con carta di credito, con il vincolo a rimanere con la tariffa scelta per 30 mesi. In questi
casi, perciò, se si volesse recedere anticipatamente, si dovranno comunque versare le
mensilità restanti relative al telefono e si è tenuti a versare una penale, la cui entità non è
nota fino alla sottoscrizione del contratto. Un altro elemento che spesso viene trascurato è
la tassa di concessione governativa: in caso di abbonamento, infatti, si pagheranno 5.16
euro in più al mese.
Tre: bene i prezzi, meno la chiarezza delle condizioni
Sia nel caso il cui si receda dopo il primo anno, sia dopo aver finito di pagare il telefono,
quelle di Tre sono le condizioni economiche migliori al momento sul mercato. Nel caso di
conclusione di contratto entro un anno, invece, la tariffa migliore risulta essere la Power
10 con l’opzione Superinternet. Una pecca è sicuramente la mancanza di chiarezza delle
condizioni contrattuali: in caso di problemi il comportamento di Tre è imprevedibile.
Vodafone si comporta nel modo più trasparente
Come gli altri operatori, anche Vodafone presenta un vincolo di 30 mesi per i propri piani.
Nonostante la sua trasparenza nelle condizioni contrattuali, però, le sue tariffe sono tra le
più care sul mercato.

” 10 REGOLE UTILI PER CHI POSSIEDE UN CONTO CORRENTE ”

Il conto corrente costa, a volte anche parecchio…
Ecco il nostro decalogo per arginare le spese del vostro conto in banca.
1. Il conto corrente, visti i bassissimi tassi d’interesse applicati, non è più uno strumento
di gestione del risparmio. Lasciate sul conto solo le somme necessarie per le spese
correnti e investite diversamente i risparmi.
2. Controllate e conservate tutta la documentazione, sia perché solo così vi potete
accorgere di eventuali peggioramenti delle condizioni (la Banca è tenuta a informarvi
e voi potete recedere dal contratto senza penalità) sia perché fa fede in caso di
contestazioni.
3. Controllate l’estratto conto solo attraverso i servizi forniti gratuitamente dalla banca:
macchinetta bancomat e invio a casa trimestrale.
4. Le operazioni online, per esempio i bonifici, sono generalmente più economiche di
quelle fatte allo sportello, nonché più comode.
5. Fatevi domiciliare le bollette: il servizio è gratis e vi eviterà ulteriori operazioni a
pagamento.
6. Se avete un conto che prevede alcune operazioni gratuite in un determinato periodo
dell’anno (operazione a forfait) sfruttatele cercando di non sforare il tetto previsto. In
generale, i conti con operazioni illimitate incluse nelle spese sono troppo cari rispetto
alle reali necessità di un correntista medio (10 operazioni al mese dovrebbero essere
sufficienti).
7. Scegliete la carta di credito più conveniente  controllandone i costi effettivi. Non è
detto che la carta offerta dalla vostra banca in abbinamento al conto sia la scelta
migliore.
8. Per prelevare usate il bancomat anziché la carta di credito.
9. Prelevate sempre da sportelli bancomat della vostra banca, per evitare commissioni
inutili.
10.Evitate di andare in rosso: gli interessi e le spese fioccano anche solo per uno
scoperto di pochi giorni

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” GUIDA ALLA SCELTA DEL MUTUO”

GUIDA ALLA SCELTA DEL MUTUO
Non accontentarti dell’offerta della banca in cui hai il conto corrente, ma confronta più
offerte. Dedica un po’ di tempo a fare preventivi online. Quando hai individuato le offerte
di mutuo più convenienti, vai in banca e chiedi il modulo Esis che contiene le condizioni e il
costo del finanziamento. Con gli Esis dei vari istituti di credito è più semplice fare un
confronto.
Occhio al Taeg, il vero costo del mutuo
Per confrontare le offerte sul mercato basati sempre sul Taeg, cioè il Tasso annuo effettivo
globale, che è il costo reale del mutuo perché include il Tan (tasso annuo nominale) e
tutte le spese (perizia, istruttoria, incasso rata, assicurazioni obbligatorie, imposte .…). Lo
trovi sull’Esis, il modulo standardizzato europeo che ti deve dare la banca.
Tasso fisso o variabile?
Con il tasso fisso la rata è uguale per tutta la durata del mutuo, ma se i tassi di mercato
calano non puoi approfittarne. Il tasso variabile, invece, segue il mercato e può essere
rischioso quando i tassi aumentano. Un buon compromesso è il mutuo variabile con Cap:
la rata fluttua, ma il tasso di interesse non può mai superare una certa soglia. Se questa
ha un valore simile ai tassi fissi di mercato, la scelta è conveniente.

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SPREAD E DISSERVIZI SETTORE PER SETTORE

I SERVIZI PUBBLICI ALLA PROVA DEL QUOTIDIANO: TELECOMUNICAZIONI ED ENERGIA AL TOP
NELLA CLASSIFICA DEI DISSERVIZI. PRATICHE COMMERCIALI SEMPRE PIÙ AGGRESSIVE
E CITTADINI SENZA TUTELE.
Aziende incattivite dalla crisi e consumatori allo sbaraglio, sul fronte economico e delle tutele.
Qualche esempio: in crescita le pratiche commerciali illecite (+7% nel settore dell’energia elettrica, +6%
nel settore della telefonia) e di quelle aggressive (rispettivamente +15%, +13%). Non meglio sul versante
dei servizi pubblici locali, gli enti locali sono a corto di fondi ed erogano servizi a costi sempre più elevati a
fronte di qualità scadente: crescono, al proposito, del 15% (40% vs 25%) le contestazioni su errate
fatturazioni nelle bollette dell’acqua, e dell’8% (35% vs 27%) le segnalazioni su tariffe elevate per i rifiuti.
I costi pagati dal cittadino sono altissimi: fino a 300 euro per disdire un contratto di telefonia fissa, fino a 7
mesi per ottenere l’effettiva erogazione di un mutuo, 5 anni per un rimborso Irpef.
Nel 2011 le telecomunicazioni si confermano in testa alla classifica dei servizi peggiori dell’anno,
raccogliendo il 22% delle circa 8600 segnalazioni. Seguono l’energia (17%), i servizi bancari e
finanziari (15%) e la pubblica amministrazione (13%). Non ci fanno bella figura nemmeno i servizi
pubblici locali (12%) e i trasporti (9%); in coda alle segnalazioni i servizi assicurativi (5%),
quelli postali (4%) e i beni e contratti (3%).
SPREAD E DISSERVIZI SETTORE PER SETTORE
Telecomunicazioni (22%, +1% sul 2010)
Anche nel 2011 il settore si conferma come il più critico per i cittadini. In particolare i disservizi sono
segnalati con maggior frequenza nell’ambito della telefonia fissa che raccoglie ben il 62% delle lamentele
(rispetto al 48% del 2010). I cittadini faticano in particolare a disdire un contratto (25%) e a cambiare
operatore (24%). I costi finali che l’utente deve sostenere per passare ad un nuovo operatore, in barba alla
legge Bersani, variano tra i 50 e i 100 euro, con picchi fino a 300 euro. In questo settore è evidente, più che
in altri, quanto la recessione economica induca le aziende ad adottare pratiche commerciali aggressive per
far sottoscrivere contratti e, nello stesso tempo, tener ben stretti i clienti acquisiti con procedure al limite del
lecito e “lucrando” ove possibile sulla bolletta: la contestazione di importi non dovuti in bolletta è il reclamo
più di frequente segnalato dai cittadini (si passa dal 34% del 2010 al 45%). Stessi problemi nella telefonia
mobile (18%, -4%), dove le principali criticità sono segnalate per il cambio operatore (23%), per la scarsa
trasparenza della bolletta (21%) e per la disdetta dei contratti (16%, +8% rispetto al 2010). Segue l’ambito
di internet (14% nel comparto delle tlc), condizionato in particolar modo dalla cattiva copertura dell’Adsl
(38%, +8%), e dalle frodi online, praticamente inesistenti nella lamentele del 2010 e schizzate al 25%
nell’ultimo anno. Le stesse fanno riferimento all’estorsione di dati privati tramite siti fraudolenti e alla richiesta
di pagamenti per scaricare programmi apparentemente gratuiti. I servizi televisivi raccolgono il 6% delle
segnalazioni (-4%), a pesare negativamente la scarsa qualità del servizio offerto dalle pay tv e dal digitale
terrestre.
Energia (17%, +1%)
E’ al secondo posto nella classifica dei servizi più critici per il cittadino (l’anno scorso era al terzo, preceduta
dai servizi bancari e finanziari). Energia elettrica (55%,  -13% sul 2010) e gas (45%, +13%) i due settori
interessati. Elettricità: Il nodo più critico resta la bolletta (40%, +2%), con errori nel conguaglio, scarsa
trasparenza delle voci ed errata fatturazione. Ma ci sono problemi anche per il cambio di fornitore (17%),
l’interruzione del servizio (12%), le tariffe elevate (10%). Gas: le segnalazioni sono in costante aumento da
almeno due anni. I principali problemi riguardano la bolletta (41%), con errori nel conguaglio, mancata o
errata fatturazione, la scarsa trasparenza delle voci. Seguono i problemi per il cambio fornitore (21%), per
l’allaccio/voltura e subentro (14%) e per l’interruzione del servizio (9%).
Banche e finanziarie (15%, -1%)
Scende di un posto rispetto al 2010 nella classifica dei disservizi. A pesare è la crisi economica: mentre
diminuiscono le segnalazioni sui mutui (31%,  -14% rispetto al 2010) che le banche concedono sempre
meno e i cittadini sempre meno possono permettersi, crescono le segnalazioni sul credito al
consumo (30%, +7%). Alcune società finanziarie infatti lo concedono anche in assenza di garanzie minime,
favorendo il sovraindebitamento dei consumatori. Mutui: i cittadini, alle prese con difficoltà economiche,
segnalano difficoltà nel rinegoziazione (26%), nella liquidazione (21%) del mutuo approvato i cui tempi si
allungano da 5 a 7 mesi, nella portabilità (13%) e per l’estinzione anticipata (13%), nonché i tassi elevati
(8%) e le spese accessorie (3%). Un 16% chiede chiarimenti ed informazioni sulla possibilità di accedere alle
misure anticrisi. Credito al consumo: le principali criticità riguardano l’iscrizione alla banca dati cattivi pagatori (47%), il sovrandebitamento (24%), la mancata trasparenza delle condizioni (19%) e i tassi elevati
(10%).
Seguono le lamentele su conti corrente (23%) in particolare per le difficoltà nella chiusura del conto (26%),
per le commissioni di massimo scoperto (21%), per la clonazione delle carte (14%).
Pubblica amministrazione (13%, +1%)
È al quarto posto fra i settori più critici: fisco (30%), pratiche amministrative (20%), multe (19%), welfare
(12%), scuola (9%), ambiente (8%) sono gli ambiti più segnalati.
Fisco: seppur in diminuzione rispetto allo scorso anno (-5%), è la voce che pesa di più nell’ambito della PA.
Nell’occhio del ciclone la scarsa chiarezza e trasparenza delle cartelle esattoriali (40%), il canone rai (27%),
considerato troppo oneroso, e i rimborsi Irpef (12%) per i quali i cittadini possono attendere anche 5 anni.
Le segnalazioni sulle pratiche amministrative sono accomunate dai ritardi e dalla scarsa trasparenza dei
procedimenti. In particolare le criticità sono segnalate per il rilascio/rinnovo dei documenti (37%), nella
richiesta di cittadinanza/permesso di soggiorno (24%), nell’accesso ai documenti (21%) e nel cambio
residenza (10%, +5%).
Le multe sono oggetto di segnalazione perchè considerate irregolari dai cittadini che nell’85% dei casi
chiedono chiarimenti sulle procedure per contestarle e nel 15% sulla regolarità degli strumenti con cui
vengono comminate.
Servizi pubblici locali (12%, -5%)
Seppur in diminuzione, le segnalazioni sui servizi pubblici locali si  contraddistinguono per una forte
disomogeneità nei diversi ambiti: crescono le criticità sull’acqua (39%, +11%), sui trasporti pubblici locali
(25%, +12%), diminuiscono quelle sui rifiuti (15%,  -15%); seguono le lamentele sulle imposte locali e
l’edilizia  popolare (entrambi al 6%), la viabilità urbana (4%), i parcheggi (3%), gli asili nido e i taxi
(1%). Acqua: errori di fatturazione (40%) e tariffe elevate (19%) sono le lamentele più frequenti. E se rispetto
al 2010 diminuiscono le segnalazioni di mancata potabilità (5% vs 12%), crescono i casi di interruzione del
servizio (18% vs 13%). L’acqua è davvero uno specchio: di un Paese in cui si paga troppo per servizi
scadenti. Trasporti pubblici locali: un cittadino su quattro lamenta disservizi in questo settore, in particolare
legati alla irregolarità (34%) e numerosità (28%) delle corse, alle condizioni igieniche dei mezzi (14%), alle
condizioni delle fermate (13%), al servizio clienti (6%) e alle barriere architettoniche (5%). Fermandoci alle
prime due aree, regolarità e numerosità delle corse, che da sole raccolgono oltre il 60% delle segnalazioni
sul trasporto pubblico locale, è evidente che i cittadini non reggono più quello che di fatto è un disservizio
costante delle nostre città: il costo del carburante ci dovrebbe far lasciare la macchina in garage, ma di fatto
siamo costretti a prenderla perchè i mezzi pubblici sono da terzo mondo.
Rifiuti: seppur il settore raccolga la metà delle segnalazioni rispetto al 2010 (15% vs 30%), vale il principio,
come per l’acqua, che si paga troppo per un servizio scadente: i cittadini infatti protestano per le tariffe
elevate (35%) a cui fa da contraltare l’assenza della raccolta differenziata (20%) e la scarsa qualità della
stessa (il 17% segnala le pessime condizioni dei cassonetti e il 14% un irregolare servizio di raccolta della
spazzatura).
Trasporti (9%, -1%)
In questo ambito, le segnalazioni fanno riferimento in gran parte al trasporto aereo (44%) e a
quello ferroviario (41%), a seguire il trasporto marittimo (11%).
I ritardi sono in testa alle lamentele nel settore ed incidono per il 26% trasporto aereo e per il 29% in quello
ferroviario. Seguono come carenze del trasporto aereo: la cancellazione del volo (19%), lo smarrimento dei
bagagli (18%), l’overbooking (16%), i rimborsi (13%). Sul trasporto ferroviario, dopo i ritardi, pesa la carenza
del servizio (21%), l’aumento delle tariffe (18%), le difficoltà ad ottenere i rimborsi (16%), le condizioni
igieniche dei treni (8%).

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”OCCHIO AI SALDI”

‘’SALDI FINE STAGIONE’’ – GUIDA E CONSIGLI UTILI
 Diffidare di chi offre sconti superiori al 50%, spesso si tratta di merce dell’anno precedente.
 Gli articoli  esposti conviene riportino ben in chiaro i due prezzi, quello “pieno” e quello in saldo
(percentuale) fa parte della qualità del servizio ed è per legge. Le merci con sconti e ribassi devono
essere separate in modo chiaro e inequivocabile da quelle non rientranti nella promozione, nel caso che
venga indicato un solo prezzo di vendita per la stessa voce merceologica tutti gli articoli che rientrano
nella voce reclamizzata devono essere venduti a tale prezzo. I prezzi pubblicizzati devono essere
praticati senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di vendita fino alla fine delle scorte.
 Controllare sempre l’etichetta di composizione e manutenzione dei capi.
 È consigliabile acquistare nei negozi abituali e ricordarsi il capo che ci interessa , quello che abbiamo
visto e soprattutto il suo prezzo per capire l’esatto sconto ,quello è il vero Saldo ,nelle promozioni
possiamo invece trovare merce invenduta degli anni precedenti.
 Confrontare, se possibile, i prezzi tra vari negozi.
 Gli acquirenti non hanno diritto ad una riduzione del prezzo se dopo aver comprato un prodotto a saldo,
o in qualsiasi vendita straordinaria, lo vedono in un altro negozio ad un prezzo inferiore, infatti i prezzi
sono liberi.
 Anche la merce in saldo deve essere cambiata, se difettosa, esibendo lo scontrino.
 Anche per i saldi estivi vale la garanzia europea sui prodotti difettosi introdotta dal decreto legislativo
24/2002 che ha allungato da otto giorni a due mesi il termine entro il quale il consumatore può reclamare
per l’eventuale difetto del prodotto e richiederne la sostituzione.
 Salvo casi eccezionali e per motivi igienici ( ad esempio biancheria intima) non si può vietare di “provare”
la merce in vendita, occorreranno pertanto un apposito camerino e spazi necessari. I commercianti sono
tenuti a far provare anche le scarpe.
 I negozianti sono obbligati ad accettare i pagamenti con carte di credito anche durante i saldi.

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”SUPERMARKET E CONSUMATORI”

Supermercati: i consumatori danno i voti
Un’inchiesta sulla grande distribuzione svela perché alcune catene sono più
amate di altre e cosa invece lascia insoddisfatta la clientela. Esselunga è in
assoluto il supermercato a cui i clienti sono più affezionati. Seguono a ruota
Ipercoop e Coop.
Il prezzo non è tutto, ma conta molto
Il primo pensiero va al portafoglio. Come potrebbe essere altrimenti? L’incidenza della
spesa al supermercato, infatti, è pari al 20% dell’intero budget familiare (dati Istat).
Insomma, le scelte legate al carrello fanno consumare un quinto della propria disponibilità
economica. Ecco perché inevitabilmente, dall’inchiesta è emerso che la soddisfazione
rispetto al punto vendita dipende soprattutto dalle variabili legate al prezzo. Non si tratta
solo del costo effettivo degli articoli, comunque in cima ai propri bisogni, ma anche del
modo in cui viene percepito: i clienti esigono chiarezza e trasparenza, presenza di marche
economiche, offerte speciali e promozioni. Da questo punto di vista le catene più
apprezzate sono Lidl ed Esselunga, mentre Carrefour Market, Pam e Carrefour sono
considerate le peggiori.
Le catene più amate
Come è immaginabile, i clienti sono spesso soddisfatti del supermercato in cui fanno la
spesa. Le catene in assoluto più apprezzate sono Esselunga, Coop e Ipercoop. Le meno
apprezzate sono Simply e Carrefour Market, che non ottengono neanche la metà di giudizi
positivi. Sono in tanti, però, a non esprimere un parere definitivo: si dichiarano né
soddisfatti né insoddisfatti. In altre parole, sono poco fidelizzati: potrebbero cambiare
negozio senza particolari patemi.
Perché un negozio è preferito a un altro
Quali sono i motivi per preferire un negozio a un altro? Ogni catena ha punti deboli e punti
di forza. Esselunga è l’unica a essere apprezzata in tutto. Altrove ci sono aspetti che
lasciano insoddisfatta la clientela. In media viene criticato l’assortimento inadeguato (in
particolare la poca varietà di piatti pronti e la penuria di alimenti biologici), ma anche la
qualità del fresco (soprattutto la carne). Altro punto dolente, su cui la grande distribuzione
può migliorare, è il servizio alle casse. E se lo denunciano i clienti è del tutto verosimile

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Contatti

Sedi Nazionali:

ALESSANDRIA

TEL : +39 0131 - 261455 r.a.
FAX : +39 0131 - 317130 r.a.

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