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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione e i Sistemi Informativi e Statistici
Direzione Generale per la Sicurezza Stradale
Divisione II
Prot. n. 5589 – Uscita
18.09.2013
Alla ONLUS GLOBO Consumatori
Via Cremona, 6
15121 Alessandria
Oggetto:- Apparati Speed Check (Velo OK). Rif. nota e-mail del 17.09.2013.
Con riferimento alla richiesta di delucidazioni qui inoltrata con la nota in riscontro, nel
rinviare a quanto già espresso con nota prot. n. 4295/1012, si comunica quanto segue.
- Omologazione / riconoscimento ministeriale dell’apparecchiatura.
I manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo
Codice della Strada (DLs n. 285/1992) e dal connesso Regolamento di Esecuzione e di Attuazione
(DPR n. 495/1992), e dunque per essi non risulta concessa alcuna omologazione ovvero
approvazione, ai sensi dell’art. 45 c. 6 del Codice e dell’art. 192 c. 2 ovvero c. 3 del Regolamento,
da parte di questa Direzione Generale.
- Utilizzo legittimo della medesima.
L’eventuale impiego come componenti della segnaletica non può essere autorizzato in
quanto i manufatti non sono riconducibili ad alcuna delle fattispecie previste dal vigente
Regolamento.
Allo stato attuale, a parere di questo Ufficio, l’unico impiego consentito è quello che
prevede l’installazione al loro interno di misuratori di velocità di tipo approvato, ovvero quando è
previsto, nell’ambito delle strategie di controllo delle infrazioni, adottate dagli organi di polizia
stradale, un ricorso frequente all’utilizzo di box di contenimento per rilevazioni temporanee,
considerato che anche una collocazione fissa non implica necessariamente un’attività di
rilevamento continuativa; in tali casi si applicano le disposizioni vigenti in materia di controllo della
velocità.
- Strade di eventuale utilizzo.
Nella ipotesi su esposta, i manufatti possono essere installati su qualunque tipo di strada,
con le seguenti ulteriori precisazioni.
- Presidio nel caso di utilizzo mediante apparecchi di rilevamento.
Il presidio è necessario sulle strade urbane di quartiere e locali, ed inoltre sulle strade
urbane di scorrimento ed extraurbane secondarie non individuate dal decreto prefettizio di cui
all’art. 4 del DL n. 121/2002, convertito con modificazioni dalla L n. 168/2002, e successive
integrazioni e modifiche.
Il presidio non è invece necessario qualora ricorrano entrambe le condizioni seguenti:-
- vengano utilizzati dispositivi appositamente approvati per funzionare senza la presenza
degli organi di polizia stradale;
- il rilevamento avvenga su autostrade e strade extraurbane principali, ovvero su strade
extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento individuate dal decreto prefettizio cui si è
fatto cenno.
- Eventuali ostacoli a bordo strada.
Nel caso di installazione a bordo strada, deve essere valutata la possibilità che tali
manufatti possano costituire ostacoli, ancorchè posti al di fuori della carreggiata, e la conseguente
opportunità di proteggerli adeguatamente ai sensi della vigente normativa in materia di dispositivi
di ritenuta.
Si resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento.
IL DIRETTORE DELLA DIVISIONE
FM/RS (Dr.Ing. Francesco MAZZIOTTA)

OGGETTO: Installazione dissuasori di velocità. Quesito. Rif. prot. n. 59/12/5CdS Area III del 11.07.2012

Con riferimento a quanto esposto nel quesito in oggetto, si comunica che i manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada (DLs n. 285/1992) e dal connesso Regolamento di Esecuzione e di Attuazione (DPR n. 495/1992), e dunque  per essi non risulta connessa alcuna approvazione, ai sensi dell’art. 45 c. 6 del Codice e dell’art. 192 c. 3 del Regolamento, da parte di questa Direzione Generale.

L’art. 60 della Legge 29 luglio 2010, n. 120, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, rinvia ad apposito decreto ministeriale, non ancora emanato, la definizione delle caratteristiche degli impianti da impiegare per la regolazione della velocità.

Poiché i manufatti in questione non possono essere classificati come impianti, in quanto privi di qualsivoglia dispositivo deputato alla specifica funzione, essi probabilmente non potranno neppure essere ricondotti alla futura nuova disciplina che sarà introdotta in attuazione del suddetto art. 60 L. n. 120/2010.

L’eventuale impiego come componenti della segnaletica non può essere autorizzato in quanto i manufatti non sono riconducibili ad alcuna delle fattispecie previste dal vigente Regolamento.

Allo stato attuale, a parere di questo Ufficio, l’unico impiego consentito è quello che prevede l’installazione al loro interno di misuratori di velocità di tipo approvato, ovvero quando è previsto, nell’ambito delle strategie di controllo delle infrazioni, adottate dagli organi di polizia stradale, un ricorso frequente all’utilizzo di box di contenimento per collocarvi un rilevatore mobile, considerato che anche una collocazione fissa non implica necessariamente un’attività di rilevamento continuativa; in tali casi si applicano le disposizioni vigenti in materia di controllo della velocità.

RICHIESTA RIMBORSO IMU

Autovelox trappola

Nonostante la legge, una dozzina di circolari ministeriali, il Web che denuncia situazioni scandalose, ci sono ancora Comuni che utilizzano gli autovelox come trappole per fare cassa sulla pelle di chi guida. Racconta il Messaggero che, a Rieti, i Vigili urbani sono stati pizzicati dalla Polizia stradale a effettuare un controllo della velocità illegittimo.
IMBOSCATA – Qualche settimana fa (ma la notizia è emersa solo nelle scorse ore), i Vigili si piazzano in via Chiesa Nuova con furgone (anonimo) e autovelox (camuffato), con l’obiettivo di immortalare gli automobilisti col piede pesante. Però, per sfortuna dei Vigili, di passaggio quel giorno c’è una volante della Polizia stradale, che chiede spiegazioni ai colleghi della Municipale. La quale, colta in fallo, promette di spegnere l’autovelox. Vicenda chiusa? Macché: Vigili urbani e furgone restano parcheggiati tra gli alberi della strada, dove li ritrova la volante della Stradale, che a questo punto decide di identificare i tre. Capitano incluso, soprannominato “Autovelox”, così come racconta il quotidiano online. Stavolta il rimbrotto della Stradale è più serio, e dopo un tentativo di chiedere spiegazioni sulle norme, forse nella speranza di trovare un appiglio che consentisse di tenere nascosti gli autovelox, la Municipale si arrende, mettendo la sordina aggli apparecchi.
RISPETTO DELLA LEGGE – La legge e la direttiva Maroni (che riassume 12 circolari ministeriali precedenti) stabiliscono con chiarezza le regole per usare gli autovelox: l’articolo 142, comma 6-bis, del Codice della strada impone che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità siano: preventivamente segnalate; ben visibili. Il rispetto delle esigenze di informazione dell’utenza, allo scopo di fornire la massima trasparenza all’attività di prevenzione realizzata con l’impiego di apparecchiature di controllo della velocità, deve essere garantito mediante l’uso di segnali o di dispositivi di segnalazione luminosa. Inoltre, relativamente alle strade classificate dall’art. 2, comma 2, C.d.S. di tipo A (autostrade) e B (strade extraurbane principali) i dispositivi di controllo possono essere sempre utilizzati, per cui non è necessaria una preventiva ricognizione da parte del prefetto /15/. Per le strade di tipo C (strade extraurbane secondarie) e D (strade urbane di scorrimento), spetta al prefetto, con proprio decreto, la determinazione dei tratti in cui è possibile l’attività di controllo remoto del traffico finalizzata all’accertamento delle violazioni per eccesso di velocità, sentiti gli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, comma 1, C.d.S. e su conforme parere degli enti proprietari delle strade.
FAME DI DENARO – Il caso di Rieti non è certo l’unico, e ricorderete che SicurAUTO.it aveva denunciato gli autovelox illegittimi sulla Milano-Meda, mentre sollevava qualche perplessità su quelli di Palermo. È ovvio che gli Enti locali si prefiggano, troppo spesso, un unico obiettivo, che è quello di raccogliere quattrini per le proprie casse, intascando le multe; tuttavia, mai come in questo periodo di crisi, occorre che gli strumenti elettronici di rilevazione delle infrazioni siano utilizzati nel massimo rispetto delle norme, anche per centrare davvero il target della diminuzione delle vittime della strada. E per non dare facili scuse agli automobilisti che corrono troppo, da multare senza però infrangere le regole.
(sicurauto.it)

Più tutela per le produzioni di qualità

Con l’approvazione ultima del Consiglio europeo, è finalmente terminato l’iter del nuovo regolamento Ue sulle produzioni agroalimentari di qualità. Si tratta di una nuova normativa europea frutto di oltre cinque anni di lavoro, che attua una prima parte del “Green Paper” del 2007, il documento della commissione sulla qualità dei prodotti agroalimentari.

Molto soddisfatte le organizzazioni agricole italiane: il provvedimento renderà infatti ancora più efficace la lotta alla contraffazione dell’agroalimentare italiano.

Le novità più importanti riguardano i controlli, la tutela del consumatore e del produttore. Dopo una sentenza del 2008 della Corte di giustizia europea e le numerose pressioni italiane, per tutti gli Stati membri viene infatti introdotto l’obbligo del controllo delle frodi sulle Dop e le Igp ex officio. In pratica, ogni paese dovrà includere nel proprio piano nazionale dei controlli una parte specifica relativa alle frodi sulle denominazioni d’origine, indipendentemente se ci sia stata o meno una denuncia del Consorzio di tutela, dei consumatori o di altro apparato statale.

Altre novità riguardano poi le indicazioni facoltative di qualità riservate: per “Prodotto di montagna”, i mangimi e gli ingredienti dei prodotti devono provenire dalle zone di montagna e la loro trasformazione deve avvenire in quelle aree; per “Prodotto dell’agricoltura delle isole”, i mangimi e gli ingredienti dei prodotti devono provenire dalle isole e la loro trasformazione deve avvenire in quelle zone solo se ne determina le caratteristiche particolari del prodotto.

Infine, è importante la tutela in campo internazionale dei prodotti Dop e Igp: la Commissione europea o una sua agenzia potranno intervenire legalmente a difesa dell’usurpazione del nome di qualsiasi denominazione d’origine. Tale indicazione costituisce la base per l’istituzione dell’Agenzia europea contro la contraffazione, tante volte richiesta da Confagricoltura.

PACCHETTI TURISTICI : Cosa dice il Codice del Consumo .


Per capire cosa dice la legge “codice del consumo” D.Lgs 206/2005 sui pacchetti turistici.

Art.82 Ambito di applicazione
PT , venduti nel territorio nazionale, dall’organizzatore o dal venditore, o negoziati al di fuori dai locali commerciali e a distanza.
Art.83 Definizioni
“a) organizzatore di viaggio, il soggetto che realizza la combinazione degli elementi di cui all’articolo 84 e si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo forfetario a procurare a terzi pacchetti turistici;
b) venditore, il soggetto che vende, o si obbliga a procurare pacchetti turistici realizzati ai sensi dell’articolo 84 verso un corrispettivo forfetario;
c) consumatore di pacchetti turistici, l’acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque persona anche da nominare, purché soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza remunerazione un pacchetto turistico.”
D’altronde, precisa il punto 2) dell’art., potrà essere venduto dall’organizzatore (ilTO, tour operator) direttamente o tramite un intermediario, l’agenzia viaggi.
Art.84 Pacchetti turistici
Min. 1 notte
Min. 2 servizi tra questi 3:
1. Trasporto
2. Alloggio
3. Servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono parte significativa del pacchetto turistico. Sono tanti i servizi che non sono accessorio come ad esempio l’escursione giornaliera, il sightseeing (breve visita guidata di città) ecc.
Anche se i servizi vengono fatturati separatamente, il TO ha realizzato un PT se sono almeno 2 dei 3 sopra-elencati.
Art.85 Contratto
In forma scritta, in termini chiari e precisi
1 Copia del contratto al consumatore, sottoscritto e timbrato dall’organizzatore o venditore.
Art.86 Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici
Il contratto contiene i seguenti elementi:
a) destinazione, durata, data d’inizio e conclusione, qualora sia previsto un soggiorno frazionato, durata del medesimo con relative date di inizio e fine;
b) nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell’autorizzazione all’esercizio dell’organizzatore o venditore che sottoscrive il contratto;
c) prezzo del pacchetto turistico, modalità della sua revisione, diritti e tasse sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco nei porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del viaggiatore;
d) importo, comunque non superiore al venticinque per cento del prezzo, da versarsi all’atto della prenotazione, nonché il termine per il pagamento del saldo; il suddetto importo è versato a titolo di caparra ma gli effetti di cui all’articolo 1385 del codice civile non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile, ovvero sia giustificato dal grave inadempimento della controparte;
e) estremi della copertura assicurativa e delle ulteriori polizze convenute con il viaggiatore;
f) presupposti e modalità di intervento del fondo di garanzia di cui all’articolo 100;
g) mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora, luogo della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato;
h) ove il pacchetto turistico includa la sistemazione in albergo, l’ubicazione, la categoria turistica, il livello, l’eventuale idoneità all’accoglienza di persone disabili, nonché le principali caratteristiche, la conformità alla regolamentazione dello Stato membro ospitante, i pasti forniti;
i) itinerario, visite, escursioni o altri servizi inclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e guide turistiche;
l) termine entro cui il consumatore deve essere informato dell’annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero minimo dei partecipanti eventualmente previsto;
m) accordi specifici sulle modalità del viaggio espressamente convenuti tra l’organizzatore o il venditore e il consumatore al momento della prenotazione;
n) eventuali spese poste a carico del consumatore per la cessione del contrattoad un terzo;
o) termine entro il quale il consumatore deve presentare reclamo per l’inadempimento o l’inesatta esecuzione del contratto;
p) termine entro il quale il consumatore deve comunicare la propria scelta in relazione alle modifiche delle condizioni contrattuali di cui all’articolo 91.
Caparra Massimo 25% e definizione termine per il pagamento del saldo al momento della prenotazione
Art 1385 del Codice Civile – caparra cofirmataria
Annullamento del viaggio da parte dell’organizzatore senza penale nei seguenti casi:
- forza maggiore
- numero minimo dei partecipanti previsto da contratto non raggiunto
- non può avvenire nei 20 giorni che precedono la data della partenza (Art 92)
Art.87 Informare il viaggiatore
L’organizzatore deve fornire per iscritto tutte le informazioni che il cittadino UE deve sapere:
- passaporto, visto
- obblighi sanitari
- formalità per effettuazione del viaggio e del soggiorno
- orario, località soste o coincidenze
- generalità e tel. del rappresentante locale in assenza del quale, recapito del TO o venditore (agenzia dettagliante)
- se soggiorno minorenne all’estero, tel. di contatto o del responsabile locale da contattare in caso di necessità.
- info riguarda assicurazione facoltativa, malattia, rimpatrio..
- Divieto di fornire informazioni ingannevoli
→ Disguidi subiti dal viaggiatore per mancanza d’informazione sono addebitabili all’organizzatore
Art.88 Opuscolo informativo
1.  L’opuscolo, ove posto a disposizione del consumatore, indica in modo chiaro e preciso:
a) la  destinazione, il mezzo, il tipo, la categoria di trasporto utilizzato;
b) la   sistemazione   in  albergo  o  altro  tipo  di  alloggio, l’ubicazione,   la  categoria  o  il  livello  e  le  caratteristiche principali, la  sua  approvazione  e  classificazione  dello  Stato ospitante;
c) i pasti forniti;
d) l’itinerario;
e) le informazioni di carattere generale applicabili al cittadino di  uno  Stato  membro dell’Unione europea in materia di passaporto e visto  con  indicazione  dei  termini  per  il  rilascio, nonche’ gli obblighi   sanitari   e  le  relative  formalita’  da  assolvere  per l’effettuazione del viaggio e del soggiorno;
f) l’importo o la percentuale di prezzo da versare come acconto e le scadenze per il versamento del saldo;
g) l’indicazione  del numero minimo di partecipanti eventualmente necessario  per  l’effettuazione  del  viaggio  tutto  compreso e del termine   entro   il  quale  il  consumatore  deve  essere  informato dell’annullamento del pacchetto turistico;
h) i  termini,  le  modalita’,  il  soggetto  nei cui riguardi si esercita  il  diritto  di recesso ai sensi degli articoli da 64 a 67, nel  caso  di  contratto  negoziato  fuori dei locali commerciali o a distanza.
2. Le informazioni    contenute    nell’opuscolo    vincolano l’organizzatore   e   il   venditore  in  relazione  alle  rispettive responsabilita’,  a  meno  che  le  modifiche  delle  condizioni  ivi indicate non siano comunicate per iscritto al consumatore prima della stipulazione  del  contratto  o  vengano  concordate  dai contraenti, mediante   uno   specifico   accordo  scritto,  successivamente  alla stipulazione.
Art.89 Sostituzione del viagiatore
Il viaggiatore non può partire, si può fare sostituire da un terzo purché:
- il sostituto “soddisfi tutte le condizioni per la fruizione del servizio”
- la richiesta di sostituzione venga inviata per iscritto all’organizzatore o al venditore “entro e non oltre 4 giorni lavorativi prima della partenza”
- si trovi “nell’impossibilità di usufruire del pacchetto turistico”
Il consumatore che non parte rimane solidamente obbligato assieme al sostituto, al pagamento del prezzo al TO o venditore.
Art.90 Aumento del prezzo pacchetto
regolamenta in modo preciso la possibilità di aumentare il prezzo dopo l’acquisto del pacchetto, fissando 4 punti da seguire:
- solo se previsto da una clausola del contratto
- aumento dovuto da uno dei motivi esplicitamente previsti dall’Art.90, cioè una variazione:
1 – del costo del trasporto
2 – del carburante
3 – dei diritti e delle tasse per atterraggio, sbarco o imbarco nei porti e aeroporti
4 – del tasso di cambio applicato
Se aumento supera 10% rispetto a prezzo pattuito, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto e di farsi restituire tutte le somme versate entro 48 ore.
L’aumento non può avvenire nei 20 giorni che precedono la partenza.
Art.91 Modifica del contratto
1. Prima della partenza, l’organizzatore o il venditore che abbia necessità dimodificare in modo significativo uno o più elementi del contratto, ne dà immediato avviso in forma scritta al consumatore, indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne consegue
2. Ove non accetti la proposta di modifica di cui al comma 1, il consumatore può recedere, senza pagamento di penale e ha diritto a quanto previsto nell’Art.92
3. Il consumatore comunica la propria scelta entro 2 giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto l’avviso indicato al comma 2.
4. Dopo la partenza, …quando una parte essenziale dei servizi previsti dal contratto non può essere effettuata, …l’organizzatore… adeguate soluzioni alternative per prosecuzione del viaggio senza comportare oneri per il viaggiatore oppure rimborso della differenza tra le prestazioni offerte e quelle previste, salvo il risarcimento del danno.
5. Se non è possibile alcuna soluzione alternativa o il consumatore rifiuta per giustificato motivo, l’organizzatore gli mette a disposizione un mezzo di trasporto equivalente per il ritorno o ad altro luogo convenuto, e gli restituisce la differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato.
Nessun risarcimento danno se è causa di forza maggiore! (maltempo che impedisce atterraggio nell’aeroporto previsto)
Art.92 Tutela del consumatore nel caso di annulamento del viaggio a lui non imputabile
Se il viaggiatore non accetta le variazioni oppure quando è cancellato il PT, l’operatore può proporre:
- un altro pacchetto turistico dello stesso valore
- un pacchetto di valore inferiore restituendo la differenza di prezzo
- il rimborso del prezzo entro 7 giorni
Invece nessun risarcimento danni è previsto se il viaggio è annullato per:
- non raggiungimento del numero dei partecipanti (se previsto da contratto)
- causa di forza maggiore
E escluso in ogni caso l’eccesso di prenotazione overbooking; in tale caso il risarcimento dei danni è inevitabile sennò il TO potrebbe impunemente riempire al 200% e decidere di annulare il viaggio per i viaggiatori in più nel caso venissero tutti.
Art.93 Adempimento parziale
In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico a loro imputabile, il consumatore viene risarcito dal danno sofferto.
Art.94 Responsabilità per danni alla persona
Il danno derivante alla persona dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del PT è risarcibile nei limiti stabiliti delle convenzioni internazionali che disciplinano la materia:
Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 3 anni dalla data del rientro del viaggiatore nel luogo di partenza, salvo il   termine di 18 o 12 mesi per quanto attiene all’inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel PT per le quali si applica l’Art.2951 del codice civile.
Art.95 Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona
I contraenti (TO o agenzia e viaggiatore) possono stipulare nel contratto dei limiti al risarcimento per danni diversi da quelli alla persona ma in nessun caso inferiori a quanto previsto dalla Convenzione di Bruxelles sul Contratto di viaggio CCV nel 1970.
Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un anno dal rientro del viaggiatore nel luogo della partenza.
Art.96 Esonero di responsabilità
L’organizzatore o il venditore apprestano con sollecitudine ogni rimedio  utile al soccorso del consumatore al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio, salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno nel caso in cui l’inesatto adempimento del contratto sia a questo ultimo (il consumatore) imputabile, in quale caso non si applicano gli Art.94 e 95.
Art.98 Reclamo
1. Ogni mancanza nell’esecuzione del contratto deve essere contestata dal consumatore senza ritardo affinché l’organizzatore, il suo rappresentante locale o l’accompagnatore vi pongano tempestivamente rimedio.
2. Il consumatore può altresì sporgere reclamo mediante l’invio di una raccomandata, con avviso di ricevimento, all’organizzatore o al venditore, entro e non oltre dieci giorni lavorativi dalla data del rientro nel luogo di partenza.
Art.98 Protesta entro 10 giorni
Dalla data di rientro presso la località di partenza a mezzo di lettera raccomandata
Art.100 Fondo di garanzia
Fallimento operatore o per evento atmosferico di carattere eccezionale:
→ Fondo nazionale di garanzia per rimpatrio del viaggiatore
A chi acquista PT “online”, saranno applicabili anche le norme su contratti conclusi a distanza (Articoli da 50 a 61 Codice del Consumo).
Il nuovo Art.64 del Codice del Consumo ha parificato i termini per l’esercizio del diritto di recesso nei due casi di vendita a distanza e di vendita fuori dai locali commerciali, in precedenza diversamente disciplinati da due differenti decreti.
Il termine è di 10 giorni lavorativi dal momento della conclusione del contratto, e il diritto di recesso va esercitato con lettera raccomandata a.r. sottoscritta dalla stessa persona che ha concluso il contratto e inviata all’indirizzo del venditore (o del diverso soggetto eventualmente indicato nella nota d’ordine). Il termine diventa di 90 giorni (sempre decorrenti dalla conclusione del contratto) nel caso in cui il venditore non abbia soddisfatto gli obblighi di informazione relativi al diritto di recesso e nel caso in cui l’informazione sia stata incompleta o errata.
Viaggi in omaggio
Il consumatore che riceve il PT in regalo, ha tutti i diritti anche se al momento dell’acquisto si tratta di persona ancora da nominare.

SENTENZA GDP ALESSANDRIA CHE ACCOGLIE RICORSO GLOBOCONSUMATORI SU 9 VERBALI 31-10-12

OFFERTE iPHONE 5 – ” QUALI LE MIGLIORI?”

iPhone 5: le offerte sul mercato
È caccia all’ultimo smartphone di casa Apple. Acquistarlo con un piano tariffario
abbinato può essere un’alternativa per non sborsare oltre 700 euro in una
volta sola, purché si faccia attenzione alle clausole contrattuali. Abbiamo
passato al setaccio le offerte proposte dai principali operatori telefonici: ecco
com’è andata.
COME SCEGLIERE IL PIANO MIGLIORE?
Il nuovo iPhone 5 può essere acquistato in due modi:
Nel primo caso si acquista lo smartphone e si attiva una tariffa. In questo caso il
telefono viene pagato per intero, l’attivazione della tariffa è un’operazione comunque
indipendente.
Nel secondo caso, invece, si attiva una tariffa a costo fisso mensile che include anche
una quota di pagamento dello smartphone. Alcuni piani prevedono una quota iniziale
mentre per altri è previsto il solo costo fisso.
Una generale mancanza di trasparenza
Contrariamente alla semplicità con cui vengono pubblicizzati, questi piani sono in realtà
piuttosto complessi e possono nascondere delle insidie. Per esempio, la distinzione tra le
due quote (quella relativa al costo mensile e quella dello smartphone) non è sempre così
chiara e rischia di generare confusione. Queste tariffe, inoltre, prevendono il pagamento
con carta di credito, con il vincolo a rimanere con la tariffa scelta per 30 mesi. In questi
casi, perciò, se si volesse recedere anticipatamente, si dovranno comunque versare le
mensilità restanti relative al telefono e si è tenuti a versare una penale, la cui entità non è
nota fino alla sottoscrizione del contratto. Un altro elemento che spesso viene trascurato è
la tassa di concessione governativa: in caso di abbonamento, infatti, si pagheranno 5.16
euro in più al mese.
Tre: bene i prezzi, meno la chiarezza delle condizioni
Sia nel caso il cui si receda dopo il primo anno, sia dopo aver finito di pagare il telefono,
quelle di Tre sono le condizioni economiche migliori al momento sul mercato. Nel caso di
conclusione di contratto entro un anno, invece, la tariffa migliore risulta essere la Power
10 con l’opzione Superinternet. Una pecca è sicuramente la mancanza di chiarezza delle
condizioni contrattuali: in caso di problemi il comportamento di Tre è imprevedibile.
Vodafone si comporta nel modo più trasparente
Come gli altri operatori, anche Vodafone presenta un vincolo di 30 mesi per i propri piani.
Nonostante la sua trasparenza nelle condizioni contrattuali, però, le sue tariffe sono tra le
più care sul mercato.

” 10 REGOLE UTILI PER CHI POSSIEDE UN CONTO CORRENTE ”

Il conto corrente costa, a volte anche parecchio…
Ecco il nostro decalogo per arginare le spese del vostro conto in banca.
1. Il conto corrente, visti i bassissimi tassi d’interesse applicati, non è più uno strumento
di gestione del risparmio. Lasciate sul conto solo le somme necessarie per le spese
correnti e investite diversamente i risparmi.
2. Controllate e conservate tutta la documentazione, sia perché solo così vi potete
accorgere di eventuali peggioramenti delle condizioni (la Banca è tenuta a informarvi
e voi potete recedere dal contratto senza penalità) sia perché fa fede in caso di
contestazioni.
3. Controllate l’estratto conto solo attraverso i servizi forniti gratuitamente dalla banca:
macchinetta bancomat e invio a casa trimestrale.
4. Le operazioni online, per esempio i bonifici, sono generalmente più economiche di
quelle fatte allo sportello, nonché più comode.
5. Fatevi domiciliare le bollette: il servizio è gratis e vi eviterà ulteriori operazioni a
pagamento.
6. Se avete un conto che prevede alcune operazioni gratuite in un determinato periodo
dell’anno (operazione a forfait) sfruttatele cercando di non sforare il tetto previsto. In
generale, i conti con operazioni illimitate incluse nelle spese sono troppo cari rispetto
alle reali necessità di un correntista medio (10 operazioni al mese dovrebbero essere
sufficienti).
7. Scegliete la carta di credito più conveniente  controllandone i costi effettivi. Non è
detto che la carta offerta dalla vostra banca in abbinamento al conto sia la scelta
migliore.
8. Per prelevare usate il bancomat anziché la carta di credito.
9. Prelevate sempre da sportelli bancomat della vostra banca, per evitare commissioni
inutili.
10.Evitate di andare in rosso: gli interessi e le spese fioccano anche solo per uno
scoperto di pochi giorni

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” GUIDA ALLA SCELTA DEL MUTUO”

GUIDA ALLA SCELTA DEL MUTUO
Non accontentarti dell’offerta della banca in cui hai il conto corrente, ma confronta più
offerte. Dedica un po’ di tempo a fare preventivi online. Quando hai individuato le offerte
di mutuo più convenienti, vai in banca e chiedi il modulo Esis che contiene le condizioni e il
costo del finanziamento. Con gli Esis dei vari istituti di credito è più semplice fare un
confronto.
Occhio al Taeg, il vero costo del mutuo
Per confrontare le offerte sul mercato basati sempre sul Taeg, cioè il Tasso annuo effettivo
globale, che è il costo reale del mutuo perché include il Tan (tasso annuo nominale) e
tutte le spese (perizia, istruttoria, incasso rata, assicurazioni obbligatorie, imposte .…). Lo
trovi sull’Esis, il modulo standardizzato europeo che ti deve dare la banca.
Tasso fisso o variabile?
Con il tasso fisso la rata è uguale per tutta la durata del mutuo, ma se i tassi di mercato
calano non puoi approfittarne. Il tasso variabile, invece, segue il mercato e può essere
rischioso quando i tassi aumentano. Un buon compromesso è il mutuo variabile con Cap:
la rata fluttua, ma il tasso di interesse non può mai superare una certa soglia. Se questa
ha un valore simile ai tassi fissi di mercato, la scelta è conveniente.

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ALESSANDRIA

TEL : +39 0131 - 261455 r.a.
FAX : +39 0131 - 317130 r.a.

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